
A casa mi annoio, esco a fare una passeggiata.
L'asfalto sotto le mie scarpe corre in direzione opposta alla mia, quante volte da piccola mi sono chiesta se siamo noi a spostarci o è il mondo che si sposta sotto di noi. E' un pensiero che ancora oggi mi da le vertigini. Ho il vizio di guardare sempre per terra quando cammino, dicono sia la timidezza, dicono che chi cammina a testa bassa ha paura di guardare gli altri negli occhi. Si sbagliano, chi cammina a testa bassa sta semplicemente pensando ai cazzi suoi.
Mio dio... fra poco compirò 23 anni. Ad essere ottimisti, un quarto della mia vita se n'è andato, e probabilmente era il quarto migliore. Che ne sarà di me? L'università va male, sono stufa di dipendere da mia madre, dovrò trovarmi un lavoro e pagarmi da sola gli studi. Cosa farò dopo? Un anno fa sapevo cosa rispondere, ma ora che senso avrebbe trasferirmi a Milano? Nessuno. Sono una delusione per la mia famiglia, un peso.
In quest'ultimo anno ho mandato a fanculo troppe persone, sono rimasta un po' sola. E' un bel casino, dovrei imparare ad aprirmi di più con gli altri, dovrei avere più amici su cui contare. Perchè non mi fido degli altri? Non lo so.
L'asfalto sotto i miei piedi lascia spazio all'erba.
Avrò qualcuno al mio fianco? La persona che credevo avrei potuto amare per sempre non è più con me, e i miei progetti sono sfumati. Riuscirò mai a tenermi un uomo senza esasperarlo? Senza togliergli tutte le energie? Riuscirò mai a mettere su una famiglia? Guardo i trentenni di oggi e mi dico che non voglio diventare così, che io voglio crescere un figlio quando sarò ancora nel pieno delle mie forze per farlo, ma con chi? Mi mancano 7 anni al cambio di decina, e ancora non ho un lavoro, un progetto, e soprattutto non ho la maturità per affrontarlo. Diventerò una bambocciona.
Tutti i miei sogni sono sfumati a poco a poco, quello di diventare una disegnatrice, quello di diventare una musicista, quello di diventare una programmatrice di videogiochi. Cosa farò? Un lavoro monotono e noioso come tutti? Io non volevo questo.
Fermati un attimo. Dove mi hanno portato i miei piedi?
Non senti il rumore che fa il vento fra le fronde? E' meglio di una sinfonia di violini.
Non lo senti il calore che lascia il sole sulle guance? E' più caldo di qualsiasi bacio abbiano mai ricevuto.
Alza gli occhi per una buona volta, e fermati a sentire quello che c'è al di là della tua mente.
Non vedi quanti colori esistono? Sembra incredibile pensare che tutti nascano da una semplice combinazione di giallo, rosso, blu, bianco e nero.
Respira.
Assapora.
Smetti di pensare.
Però! Non pensavo che il nirvana fosse a 500 metri da casa mia.
Lo so, forse cado un po' sul banale, ma io ogni volta che ascolto questa canzone, provo una sensazione strana... direi indescrivibile.
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te
-Franco Battiato-
"... morì e fu ownato, e il terzo giorno è respawnato secondo gli script, e il suo loop non avrà fine."
A coloro che comprendono questa frase, faccio i più sentiti complimenti. A tutti gli altri auguro una buona pasqua lasciandoli con un interessante quesito su cui riflettere:
Ma le uova di cioccolato con la sorpresa e i coniglietti morbidosi, che connessione hanno con la resurrezione di Cristo?
...la serata volgeva al termine, stavamo tornando verso Domodossola con il piccolo genio. Alla guida la Pastora, al posto del navigatore la Riccia e dietro io; quand'ecco che la Pastora se ne esce con:
"Ragazze... ma noi dove lo troviamo un ragazzo se quando usciamo vediamo solo giovani ubriachi persi che si spintonano, urlano e bestemmiano? Io non mi voglio abbassare a certi livelli, piuttosto sto da sola."
...e già Pastora, come hai ragione. Ma dove sono finiti i ragazzi normali? Quelli con cui puoi parlare normalmente sorseggiando una birra, quelli che quando ti avvicini non hanno quell'odore di "barbone sbronzo" e quando camminano non ondeggiano pericolosamente. Quelli che per richiamare l'attenzione di un amico un po' distante fanno un cenno con la mano e non gridano "OOOOOH!!! CAZZO PORCO D** SONO QUA!!!" spaccandoti i timpani.
Ragazzi normali, se state sempre chiusi in casa noi come facciamo a trovarvi? Mica possiamo metterci a suonare a tutti i citofoni! Mettiamoci d'accordo, troviamo un posto, un giorno della settimana, un particolare orario se volete, in cui e possibile trovarvi all'aperto!
Lo so che vi state estinguendo, quindi diamoci da fare per salvare la specie!
... alla persona che mi ha insengnato che la vita è il bene più prezioso, e che per essa bisogna sempre combattere, fino alla fine. Alla persona che mi ha insegnato che, quando si cade, bisogna sempre rialzarsi sorridendo. Alla persona che mi ha contagiata con la sua ironia ed il suo coraggio. Vorrei tanto somigliarti un po' di più...
Auguri Rampino.
E' stata senza dubbio una settimana intensa, tant'è che trovo solo ora un po' di pace per raccontarvi del mio favoloso viaggio.
Tutto è iniziato martedì 11, verso le 3 e mezza di pomeriggio, quando, chiusa faticosamente la mia valigia, sono salita in macchina alla volta di Orio al Serio, dove sarebbe partito il mio volo per Dublino. Viaggio emozionante, con un atterraggio abbastanza anomalo a causa del fortissimo vento. Siamo arrivati a Dublino verso le 11 (ora locale) e ci siamo subito diretti all'ostello per farci una bella dormita. Tralascio la descrizione dell'ostello per pietà nei vostri confronti.
First Day: the road to Galway!

La mattina del primo giorno ci siamo svegliati di buon ora, verso le 7, per prendere un bus che ci portasse sulla costa opposta dell'Irlanda, a Galway. Una ciambella al volo e poi via! Più di 300 km separano le due città, ed in Irlanda le autostrade non esistono, così abbiamo avuto modo di vedere la bellissima campagna tipica del paese, che consiste in verdissime distese di erbetta punteggiate da batuffoli di lana. Le pecore sono una risorsa primaria per Irlanda, nonchè uno dei simboli del paese stesso! Qua e là, una casetta isolata troneggia sulle colline, spesso circondata da bassi muretti di pietra che delimitano il confine fra un terreno e l'altro. Dopo qualche ora, eccoci finalmente a Galway, una città a stretto contatto con l'oceano Atlantico. Un forte vento soffiava attraverso le vie e sugli immensi prati, ed il tempo variava continuamente fra il soleggiato e la pioggia. Dopo una visita al centro del paese ed una occhiata in giro, ci siamo rifugiati in un pub per mangiare un boccone. Nel pomeriggio ci siamo arrischiati ad avvicinarci all'oceano per raggiungere il faro, purtroppo però abbiamo scoperto che l'accesso era negato ai non autorizzati. Uno spettacolo comunque affascinante! Nel tardo pomeriggio siamo tornati presso la stazione per prendere il bus che ci avrebbe riportati nella capitale.
Arrivati sfiniti a Dublino, ci siamo subito lanciati verso Temple Bar alla ricerca di un pub dove sederci al calduccio e mettere qualcosa sotto i denti! Temple Bar è una delle vie più famose di Dublino, dove è possibile trovare i pub più importanti. Ogni pub solitamente ospita musicisti, per questo spesso Dublino è definita "la città della musica". Molti artisti si esibiscono sulla strada stessa, suonando con la loro chitarra brani tipici della cultura irlandese.
La cosa più curiosa è che i locali, a Dublino, chiudono prima di mezzanotte! Quindi tutti a letto presto, ma a noi andava bene così, anche perchè il giorno dopo avevamo tante cose da fare...
Second Day: Dublin

Il secondo giorno lo abbiamo interamente dedicato alla bellissima Dublino. Mattina, colazione tipica per Angelo con te caldo, pancetta, salsiccia, uovo sbattuto, patate e fagioli dolci. Per noi, ciambella e cappuccino. Finito di mangiare, ci portiamo verso la via principale di Dublino: Grafton street. Possiamo considerarla come la via Montenapoleone "de noi altri", ricca di negozi di grandi marche e gioiellerie, ma anche piccoli empori dove trovare souvenir e prodotti tipici irlandesi. In seguito ci siamo spostati verso il Trinity college, uno dei centri di istruzioni più belli e rinomati d'Europa, fondato nel 1592 ad opera di Elisabetta I, vanta una libreria che comprende circa un milione di testi ed un'importante collezione di antichi manoscritti. Ancora due passi, ed eccoci arrivare allo St Stephen's Green, un verdissimo parco dove ci siamo riposati un pochino dopo la camminata.
Nel primo pomeriggio, avvertiti i primi brontolii di stomaco per la fame, ci siamo avviati ad ovest, verso la Guinness Storehouse: sette piani di acciaio avvitati intorno a un atrio circolare in vetro. Una perfetta pinta di birra o per meglio dire di Guinness. Questo luogo è tra i più visitati di Dublino grazie anche al suo Gravity Bar, situato al 7° piano, dal quale si gode una vista spettacolare dell'intera Dublino. Ogni piano ha le sue caratteristiche: al primo souvenir in quantità e la presentazione dei quattro ingredienti principali per produrre la guinness, ovvero acqua, orzo, luppolo e fermenti; al secondo la storia delle campagne pubblicitarie che hanno reso la birra nera famosa in tutto il mondo; al terzo spunti per riflettere sul proprio rapporto con l'alcol; al quarto, la storia dello stabilimento, nato nel 1904 come impianto per la fermentazione della birra e poi rinato nel 2000 come luogo prettamente dedicato ai turisti; al quinto e sesto piano, zona relax con un piccolo bar e un ristorante dove gustare piatti tipici cucinati con la stessa guinness; al settimo il famosissimo gravity bar, dove vi verrà offerta una pinta di guinness da gustare godendosi il favoloso panorama. Se vi volete fermare al sesto piano a mangiare, vi consiglio vivamente lo spezzatino fatto nella guinness! Davvero ottimo.
Dopo la bellissima visita al Guinness Storehouse, siamo tornati verso il centro, dove abbiamo gironzolato ancora un po' trovando qua e la prestigiose cattedrali, verdi parchi, negozi caratteristici ed edifici mozzafiato. La sera ancora a Temple Bar, ad ascoltare musica dal vivo mangiando pollo e patatine e mettendo a dura prova l'inglese studiato al liceo.
Third Day: Back to Italy.
La mattina del terzo giorno è stata dedicata principalmente alla raccolta di cartoline/souvenir da riportare in Italia. Abbiamo visitato il bellissimo centro commerciale che sorge all'incrocio fra Grafton street e King street, ci siamo recati al Dublin's Castle, un maniero situato nella sponda meridionale del Liffey, simbolo dell'occupazione britannica in Irlanda. All'ora di pranzo un panino al volo e poi, alle 2, nuovamente in aeroporto in attesa del volo verso Orio al Serio. Bye bye verde Irlanda!
E così è arrivato il fatidico giorno, oggi prenderò un aereo (il che è già notevole per me) che mi porterà dritta dritta nella città della musica: Dublino. Mie compagne di avventura, le inseparabili amiche di sempre e la videocamera.Chissà, forse a forza di guinnes riuscirò perfino a dimenticarmi di avere un cuore che mi tormenta per le persone sbagliate. Dannato cuore! Speravo che il Vampiro ti avesse fatto fuori, e invece, maledetto te, funzioni ancora!
Le mie disposizioni nel caso in cui l'aereo non dovesse fare il suo lavoro, (non sono superstiziosa, quindi con me non attacca) le ho già date a Manuelsan, in ogni caso se non dovessi tornare dite a mia mamma "ciao" ed al mio gatto "miao", loro capiranno. Si, adoro le citazioni.
Dublino, arrivo!!!